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Dal Giornale di Brescia, sabato 2 luglio 2005

La SpA di Maclodio sperimenta tessuti hi-tech con microchip e sensori incorporati

I filati con i princìpi attivi

Maglie che rilasciano profumi, medicine o sostanze anti-zanzara

MACLODIO
Neppure in Star Trek - o forse sì - ma non ci giurerei. Neppure il comandante della mitica nave spaziale aveva a disposizione in guardaroba una maglietta che, nel caso di, chessò?, un mal di schiena, una volta indossata avrebbe gradualmente rilasciato durante la giornata la dose prevista del lasonil galattico; e neppure la graziosa mulatta poliglotta che segue il numero uno della nave potrebbe pensare ad una variante fashion di analoga maglietta: un vestito con strascico per serate stellari che, invece di Lasonil, rilascia profumi ed essenze. Fantascienza? Forse. A Maclodio ci credono. Alla Filati Maclodio spa hanno infatti avviato, da qualche anno ormai, prima lo studio, poi la sperimentazione ed adesso una prima produzione, di filati - cito testualmente - «costituiti da fibre e microcapsule molecolari in grado di rilasciare princìpi attivi ricaricabili con sistema di rilascio programmato tramite microchip o altri sensori, attraverso la traspirazione e il contatto con il corpo, come per esempio farmaci, ferormoni, sostanze cosmetiche,profumi, sostanze battericide o inset-repellente», idea quest'ultima -aggiungo - da applicarsi subito per magliette estive antizanzare. Intendiamoci, dicono da Maclodio i Belussi, cui fa capo la società che ha uno stabilimento anche a Capriolo. Sul mercato cose simili già si trovano e sono in molti che stanno facendo sperimentazioni in questa direzione. Ma - dicono sempre i Belussi - il progetto in gestazione a Maclodio è unico al mondo per questa semplice ragione: i tessuti hi.tech che oggi fanno la loro prima timida apparizione sono "spalmati" in superficie con un film sottile che contiene questi princìpi attivi.
A Maclodio, invece, si è partiti a monte della filiera produttiva e si è sperimentato il modo di creare quasi una sorta di nuovo tessuto che ha al proprio interno i ricettore (microchip o sensori) in grado di assorbire prima e rilasciare poi il principio attivo. Star Trek finisce qui. Perché buttarsi in una simile sperimentazione? Risposta scontata: il mercato del cotone di qualità classica è aggredito da Paesi terzi, se non si lascia la fascia più povera - dicono sempre i Belussi: Battista, Santo, Emilie, Fausto, Augusto che con Gian Amieto Vezzoli siedono nel Oda - ebbene, se non si va fuori dalla bagarre si è finiti. Da qui la decisione di investire un milione abbondante nel solo 2004 nelle sperimentazioni. I conti 2004 si sono chiusi con vendite per 22,2 milioni di euro (19,4 l'anno prima): l'incremento è del 14% e si segnala doppiamente perché ottenuto in un settore (il tessile) che come nessun altro sta patendo la crisi. Il risultato finale è stato di un utile netto simbolico (18mila euro) dopo aver pagato tasse per 331mila euro e aver spesato ammortamenti per 1,1 milioni di euro; negativa per 500mila euro la posizione finanziaria.
Le prospettive 2005? Non facili. I primi mesi dell'anno hanno segnato stasi nelle vendite. Ma la scommessa va avanti. Lo dimostra il fatto che i Belussi stanno cercando una trentina di nuovi addetti su Maclodio e Capriolo.

Giornale di Brescia_02luglio05.PDF